
Mal di schiena che si ripresenta ogni inverno, un ginocchio che non è più tornato come prima dopo una distorsione, la rigidità dopo un intervento di protesi, un dolore cervicale che condiziona il lavoro. In tutte queste situazioni la figura di riferimento è il fisiatra, il medico specialista della riabilitazione. Eppure molte persone non sanno esattamente cosa faccia, quando rivolgersi a lui e cosa succede durante la visita.
In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti sulla visita fisiatrica e ti diamo qualche consiglio pratico per arrivare preparato all’appuntamento.
Il fisiatra è un medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa. Il suo compito è diagnosticare e trattare i disturbi che limitano il movimento e la funzionalità della persona, con l’obiettivo di recuperare autonomia e qualità della vita.
È importante non confonderlo con il fisioterapista: il fisiatra è un medico, che formula la diagnosi, prescrive esami e terapie ed elabora il progetto riabilitativo; il fisioterapista è il professionista sanitario che mette in pratica il trattamento riabilitativo insieme al paziente. Le due figure lavorano a stretto contatto.
La visita fisiatrica è indicata in molte condizioni dell’apparato muscolo-scheletrico e non solo. Tra le più comuni:
In generale, conviene rivolgersi al fisiatra quando un dolore o una limitazione del movimento persiste nel tempo o quando bisogna impostare un percorso di recupero dopo un trauma o un intervento.
Una visita fisiatrica dura in genere tra i 15 e i 30 minuti e si articola in alcune fasi.
Il fisiatra raccoglie informazioni sulla storia clinica: quando è iniziato il disturbo, come si manifesta, quali movimenti lo peggiorano, quali terapie sono già state fatte. Chiede anche del lavoro, dell’attività sportiva e delle abitudini quotidiane, perché influenzano sia la causa del problema sia gli obiettivi della riabilitazione.
Il medico osserva la postura e il modo di camminare, valuta la mobilità delle articolazioni, la forza muscolare, la flessibilità e, quando necessario, i riflessi e la sensibilità. Possono essere eseguiti test clinici specifici per il distretto interessato.
Il fisiatra esamina radiografie, ecografie, risonanze o elettromiografie già eseguite e, se serve, ne prescrive di nuove per completare il quadro.
Al termine, il medico spiega la diagnosi e propone un piano di trattamento personalizzato, che può includere fisioterapia manuale, esercizi terapeutici, terapie strumentali, indicazioni posturali e, in alcuni casi, trattamenti infiltrativi o mesoterapia. Vengono definiti obiettivi, tempi e frequenza delle sedute.
Qualche accorgimento ti aiuterà a sfruttare al meglio la visita:
La visita fisiatrica è il primo passo di un percorso. Seguire con costanza il programma indicato, eseguire gli esercizi a casa e partecipare ai controlli periodici è fondamentale per ottenere risultati duraturi e prevenire le recidive.